sabato 9 luglio 2016
martedì 15 marzo 2016
lunedì 25 gennaio 2016
domenica 28 giugno 2015
domenica 5 aprile 2015
mercoledì 31 dicembre 2014
giovedì 15 maggio 2014
martedì 6 maggio 2014
sabato 5 aprile 2014
domenica 12 gennaio 2014
sabato 9 novembre 2013
PROGRAMMA
DI STORIA DELL’ARTE PER L’ANNO 2014
Prof.
P. Giansiracusa
1) 11 Gennaio 2014 - Filippo Juvarra
2) 25 Gennaio 2014 - Mantova e i Gonzaga
3) 8 Febbraio
2014 - Il M.O.M.A. di New York
4) 22 Febbraio 2014 - Il Guggenheim di New York e il
Guggenheim di Bilboa
5) 8 Marzo 2014 - Musei Vaticani – Roma
6) 22 Marzo 2014
- Louvre di Parigi
7) 5 Aprile
2014 - Uffizi di Firenze
8) 26 Aprile 2014 - Galleria dell’Accademia e Palazzo Ducale – Venezia
Informaz.
e iscriz. : tel. 090713814 - 090358527
venerdì 4 ottobre 2013
Cambio di
guardia al nostro Istituto
Benvenuto al Preside Abbate
Grazie alla Preside Muscherà
Il
Consiglio direttivo della nostra Associazione e la Redazione della rivista
hanno porto il saluto di benvenuto al nuovo Dirigente scolastico dello “Jaci” prof. ROSARIO ABBATE, che si è insediato in questi giorni nel suo
ufficio. Sono state illustrate le attività del nostro sodalizio, i corsi di
istruzione, le borse di studio elargite a favore degli alunni dello “Jaci” meritevoli, le pubblicazioni edite, i viaggi
e gite d’istruzioni realizzate in ventidue anni di vita.
Il Prof.
Abbate, che è divenuto ipso facto socio onorario ha dichiarato
di conoscere i meriti della nostra Associazione, ha assicurato la sua
collaborazione al nostro lavoro: sempre disponibile e
pronto a
risolvere od appianare eventuali problemi.
Da queste colonne desideriamo
ringraziare pure la Preside
uscente, Prof. MARIA MUSCHERA’ , la quale – fedele alla tradizione – ci è
sempre stata vicina nell’anno decorso: come hanno fatto i successori di Lillo
Petrone: Micali, Davoli, Stazzone
A Lei auguriamo ogni bene e la
nostra permanente amicizia.
sabato 6 luglio 2013
mercoledì 3 luglio 2013
15 GIUGNO 2013
Il libro: la scelta intelligente
Dopo la relazione Pasqualucci su Pascoli musiche e canzoni dei nostri
ragazzi
Mercoledì 8 maggio alle ore
Dopo il saluto della Presidente Prof.
Elvira Buonfantino, quello della Dirigente Prof. Muscarà, la Prof. Pasqualucci
ha esposto una relazione su Pascoli, che riassumiamo in
questo stesso numero.
Ecco i nomi delle premiate (quest'anno
tutte donne): Alessi Antonella (V C az.); Calderone Federica (V D Az.); Florio
Concetta (V A Tur.); Interdonato Rossella (V C Az.); Lombardo Lucia (V B Tur.);
Pelleriti Priscilla (VBAz.).
La manifestazione é stata allietata
da musiche di repertorio del gruppo musicale e canoro dello "Jacy"
diretto dal maestro Nello Mastroeni e coordinato dalla Prof. Paola Lucchesi.
sabato 6 aprile 2013
sfoglia il Notiziario online
BENEDETTO XVI
MEDITAZIONE
QUARESIMALE
Salvatore Ruggiano
|
II papa lascia l'incarico a 86 anni. Un gesto
insolito, coraggioso, che ci interpella. Insolito, perché non era nella prassi
ecclesiale da secoli, seppur prevista dal diritto canonico.
Che l’aspettativa di vita sia cambiata, tendendo
versa una quarta età, lo dimostra il fatto che gli ottantenni sono ben
presenti in funzione apicale nelle professioni private, negli enti statali e ai
vertici dello Stato, ciò non giustifica una gerontocrazia, né significa che
sia normale che un presidente del Consiglio, un Capo di Stato debbano
svolgere il loro mandato a 90 anni (Pertini, Ciampi e Napolitano hanno
rifiutato di ricandidarsi, anche se sollecitati a farlo) e un papa possa
svolgere il suo mandato su un miliardo di persone al di là delle sue
possibilità fisiche e mentali!
Alcuni papi probabilmente lo han fatto anche da
ultracentenari, ma, ci chiediamo, erano veramente loro a svolgere l'incarico, o
erano altri a farlo per conto loro? La Chiesa é una, santa, universale, peccatrice
e sofferente. E sottolineo SANTA, ma “quando verrà il Figlio dell'uomo troverà
la fede sulla terra?” troverà ancora figli che ubbidiscono al Padre che dice: “Questi
é il Figlio mia, l’amato, ascoltatelo!”
E cosa dice Gesù,: “Il tempo é compiuto, il regno
di Dio é vicino, convertitevi e credete al Vangelo!” Ecco il punto. Siamo
capaci noi cristiani di convertirci, di liberarci dal ritualismo, dal
fariseismo, dal divismo, dall'anticlericalismo, dal "secondomeismo",
dove ognuno si fa il suo cristianesimo, a cui Gesù dice: “Non metterti davanti
a me, Satana!” Vogliamo, noi cristiani, buttare via Satana dal nostro cammino?”
Guardiamoci alla luce dello Spirito: Stiamo incorrendo in tutti gli errori che
Cristo rimproverava al farisei e cedendo alla tentazioni che egli ha combattuto
nel deserto e vinto per noi, per dirci che si può battere il “sistema” del
mondo; che si può battere la corruttela, certa politica di malaffare, l'ingiustizia;
con Cristo si può mandare il demone …a mare! Proviamoci! Stiamo col papa perché
sia soltanto Pietro, pescatore di anime, il nostro papà spirituale, il
sorvegliante della fede in tanti fratelli e sorelle sparsi nei cinque
continenti e missionario fra tanti altri fedeli con cui mantenere un costante
dialogo, pensando più che alle proprie posizioni teologiche, a come potere
insieme dialogare e offrire pace e salvezza all'immenso mondo di pagani e atei.
Un papa non può star dietro a scandali finanziari, mafiosi, a ingerenze di
massoneria, a fare il capo di Stato e fare l'uomo politico. Gli unici patti,
anzi l'unico Patto da rispettare e mantenere é quello con Dio, ratificato da
Cristo, il PATTO DELLA NUOVA ED ETERNA ALLEANZA, e, grazie a lui, nuovo Adamo,
uomo perfetto, mantenerlo fedelmente. Chi ha ricevuto le sacre Ceneri ha ascoltato
Cristo per bocca del sacerdote: Convertitevi e credete al Vangelo! Facciamole
nostre e con accresciuta fede, riprendiamo con rinnovata speranza e gioia il
nostro cammino e preghiamo perché il nuovo papa porti avanti il progetto di Dio
insieme a tutta la Chiesa unita, alla Chiesa dei santi, dei peccatori che si
convertono, dei sofferenti, dei piccoli e poveri in spirito e via ad una
Quaresima in cui fare digiuno di banalità, di meschinità, di egoismi e vanità e
in cui abbuffarci di carità e di pace!
venerdì 8 marzo 2013
70 anni di giornalismo
E’ morto Carmelo Garofalo
Guido De Domenico
Nella serata del 18 ottobre 2011, nell’auditorium della “Gazzetta del Sud” non è stato possibile al collega in giornalismo autore del presente scritto ringraziare il Prof. Garofalo per quello che ha ricevuto dal suo insigne maestro Garofalo dal 1940 ad oggi. Provvediamo qui a farlo, anche perché molte notizie ed eventi importanti sono sfuggiti o erano sconosciute agli oratori ufficiali. Ho letto in internet la biografia di Carmelo Garofalo di Giuseppe Risica. E’ un profilo interessantissimo, documentato al massimo e difficilmente superabile. Riconoscimenti, incarichi prestigiosi, onorificenza occupano una intera cartella. Ma…non me ne voglia il caro Risica; egli ha dimenticato la più grande, nobile dote del Nostro festeggiato: essere stato il padre dei giornalisti delle ultime tre generazioni dello Stretto. Almeno l’80% dei professionisti e pubblicisti della mia generazione devono a lui l’onore di essere iscritti all’Albo: un vero talent scout del giornalismo. Altro maestro che occorre qui ricordare con affetto e rimpianto è stato Pasqualino Morgante, proto del “Notiziario di Messina” , poi della “Gazzetta del Sud”.
Morgante, padre del Presidente del Ses e nonno del attuale capo-servizi del nostro quotidiano ci ha introdotto nella tecnologia tipografica, nell’arte dell’impaginazione, ecc.
Ma torniamo a Garofalo, Lo conobbi negli anni ’40, avevo 10 anni, era collega d’università di un mio fratello maggiore. Sapeva del mio sogno proibito di diventare giornalista e dei miei esordi (celati ai miei familiari): la collaborazione al settimanale di Roma per ragazzi GIRAMONDO, a qualche giornale murale , a quei tempi frequenti ed accessibili.
Negli anni ‘50 Garofalo fu nominato Capo della redazione messinese del “Corriere della Sicilia”, un quotidiano di Catania, che poi scomparve. Assunse subito i suoi allievi preferiti: il sottoscritto, Nino Calarco e Nicolò Di Marco, con la qualifica di “aiuto cronisti”.
Sottolineo “aiuto cronisti”, non c’erano cronisti titolari; ma qualificare allora dei ventenni imberbi cronisti era rischioso: quale gavetta sarebbe stata ?
Il 10 settembre 1950 egli sposa Maria Bruni, una maestra laureata che gli darà due figlie: Rosalba e Maria Pia.
Nello stesso periodo Garofalo viene eletto Segretario provinciale dell’Associazione provinciale della Stampa.
Nel 1952 Uberto Bonino volle un grande quotidiano, “Gazzetta del Sud”: la “Tribuna del mezzogiorno” era un quotidiano artigianale, non certo erede del prestigio della “Gazzetta” anteguerra. Uffici e tipografia in via XXIV Maggio, accanto al Palazzo della Provincia; Garofalo fu uno degli artefici del giornale. La sua qualifica fu quella di capo-servizi. Vari suoi allievi furono assunti (Calarco alla cronaca, io nella redazione stenografi, con Gianni Morgante).
Nel 1957 nasce il periodico MESSINA SERA, che poi incorporerà L’ECO DEL SUD; tratta i problemi scottanti della Sicilia e della Calabria, è una rivista aperta, con una tiratura interessante.
Il giornale sarà un fucina ed un vivaio di giovani appassionati della professione, dopo l’evento della TV il Nostro viene chiamato a dirigere TELENEWS; anche per gli aspiranti a lavorare sul piccolo schermo il pranzo è servito….
Ma la personalità eclettica e vivacissima del Nostro non ha pace; in molte città italiane è nata l’Università della terza età; una scuola per anziani, desiderosi di non arrugginire il proprio cervello, aggiornando la propria cultura specifica e trasmigrando verso nuovi orizzonti.
L’ECO DEL SUD - MESSINA SERA fu sempre l’anello che mi congiunse a Carmelo Garofalo. Anche quando mi trasferii a Bergamo (ivi rimasi ben quattordici anni) continuai a collaborare con Lui. Storica (così la definì lui) fu l’intervista da me fatta a Gaetano Azzolina, il cardiochirurgo, nel 1966 rientrato in Italia dagli Stati Uniti.
Prima all’Ospedale Maggiore di Bergamo, fu presto liquidato dai colleghi del luogo e passò alla clinica “Gavazzeni” (sempre della città orobica) per curare il famoso “morbo blu” dei bambini; una inadeguata ossigenazione del sangue (dovuta a varie imperfezioni cardiache) provoca la cianosi, cioè il manifestarsi di un colorito violaceo su alcune parte del corpo: le labbra, le dita, ecc.
Il posto di Azzolina fu poi assegnato al prof. Parenzas altro cardiochirurgo di fama.
Nel suo ufficio di corso Umberto, egli lavorava ogni giorno con i suoi allievi; miglia si sono iscritti all’Ordine dei giornalisti grazie a Lui.
Altro gravoso impegno fu l’Università della Terza età. Mobilitò centinaia di professionisti, docenti, artisti per insegnare le materie che facevano parte dei programmi di studio.
Poi, parallelamente agli attestati finali, aveva anche l’iniziativa di premiare persone che si erano distinte nel loro lavoro di rilevanza sociale: istruzione, medicina, ordine pubblico.
I locali per le manifestazioni importanti erano offerti dagli Enti pubblici: Regione, Provincia, Comune erano onorati di favorire Carmelo Garofalo; e le sue iniziative. Le nostre pubblicazioni (“Diversi a diversi” prima e dopo “IL NOTIZIARIO AMICI DELLO JACI”) dopo furono seguite da Lui con attenzione e affetto; tuttora nella sede sociale c’è la testimonianza della Sua stima. Chi ha avuto il privilegio di conoscerLo ed amarlo non potrà mai dimenticarLo; questo è l’estremo conforto per Rosalba, Maria Pia e parenti tutti.
domenica 18 novembre 2012
13 Novembre 2012
“RITORNO AD EL ALAMEIN”
In occasione del 70° anniversario della gloriosa ma sfortunata battaglia di El Alamein la Prof. Myla Pasqualucci Mobilia terrà una relazione nell'aula magna dell’I.T.C. “Jaci” martedì 20 novembre alle 16,30.
La cittadinanza è invitata ad intervenire.
venerdì 5 ottobre 2012
1 ottobre 2012
Ill.ma Presidente,
Concludo il mio triennio jacino, soddisfatto per quanto questo nobile Scuola mi ha corrisposto nell’indirizzarLa verso il riappropriarsi della propria identità, delle proprie tradizioni e del retaggio “petroniano”.
Ho vivamente ringraziato tutte le Componenti scolastiche per come hanno generosamente condiviso la mia linea direttiva consentendomi quanto insieme abbiamo realizzato.
Non potrei congedarmi dall’Istituto senza dedicare un pensiero di commiato alla istituzione parallela “Amici dello Jaci”, che tanto supporta in concorso con la Scuola il nome di Antonio Maria Jaci e l’immagine della Scuola; dunque abbiatevi un saluto particolare e specifico e … “ad majora!”
Claudio S. Stazzone
martedì 24 luglio 2012
9 luglio 2012: Un grave lutto
PIPPO MAFALI
( g. d. d. ) - Un gravissimo lutto ha colpito la famiglia Mafali, la nostra Associazione, la città di Messina: Pippo Mafali, figlio del prof. Domenico, già docente emerito di inglese dello "Jaci" e notissimo operatore turistico dei gruppi anglosassoni in transito a Messina.
Nato a Messina nel 1963, Pippo aveva conseguito la maturità classica, aveva contemporaneamente iniziato la sua carriera musicale negli anni 70, facendosi le ossa in palcoscenici popolari e cantine, sulle orme del fratello maggiore Melo (il quale si trasferirà in Germania ed ivi risiederà per molti anni). Si applicò nel basso elettrico, passando alternativamente al contrabasso, strumento che lo vide impegnato al Conservatorio di Messina, ove si diplomò da allievo interno.
Il suo esordio ufficiale risale al 1979 con Daniele Piombi alla "Sei giorni di Vibo Valentia". Per vari anni fa parte del trio del pianista Giovanni Renzo. Nel 1987 si esibisce al Teatro " Vittorio Emanuele" di Messina, seguendo la piú genuina tradizione Jazz che risale a grandi artisti internazionali come John Coltrane, e a famosi jazzisti italiani come Gianluigi Trovesi e Palo Fresu. Nel 1994 partecipa alla realizzazione della prima edizione Messinese dell'opera "Jesus Christ Superstar".
Per 16 anni è stato professore d'orchestra al nostro "Vittorio Emanuele".
Sposato con Eliana Risicato, Pippo lascia due figli piccolissimi: Lorenzo (3 anni) e Irene (18 mesi).
Ai funerali, presenti migliaia di amici ed estimatori, i colleghi del "suo" teatro hanno voluto ricordarlo con musiche di Mozart, Beethoven, Verdi, ecc.
Pippo è morto a 49 anni. Alla moglie, ai figli, ai genitori, al fratello possiamo ricordare quel detto che è spesso presente sui sepolcri: Muor giovane colui che al cielo è caro.
mercoledì 27 giugno 2012
(Anno XI n° 2 del 15.06.2012)
Gli anni e la vita dell’uomo
Quo vadis, Homo Sapiens?
Antonino Arcoraci (medico)
______________
Pubblichiamo il riassunto della relazione esposta dal nostro socio, pur non essendo d’accordo assolutamente con la teoria di Darwin: come mai, allora, la scimmia esiste ancora? Ciononostante, sollecitiamo scienziati e persone competenti a rispondere al problema, che si è affacciato solo ai nostri giorni, tempo di sventure ed affanni infiniti…
“Non sono le specie più forti a sopravvivere, né le più intelligenti, ma sono quelle che riescono a rispondere con maggiore prontezza ai cambiamenti” Queste sono le parole di Charles Darwin a spiegazione del perché l’uomo vive tanto e si adatta ai tempi e aggiunge: Il progresso è stato molto più generale del regresso.
La selezione ha consentito a tutte le specie, anche se con differenza fra le singole, di riprodursi e di adattarsi all’ambiente all’ambiente. . Per ogni specie ha fissato il tempo necessario per raggiungere la capacità riproduttiva e, una volta ottenuta, in ragione delle selezione darwiniana,l’ha lasciata a se stessa, frutto del caos, a soggiacere ai fenomeni disgregatori legati all’ambiente in cui vive e degenerativi dovuti al suo metabolismo. Noi, come uomini,. Siamo una specie per il 99% della sua esistenza, in ragione del suo DNA, si è allineata su una vita media di 2-3 decenni. Tale era all’età della pietra, ai tempi del legionario romano e tale è ai nostri giorni. Nnha modificato il suo patrimonio genetico, quindi mal si adatta alla vita che ogi ha quadruplicato ka sua durata.
Negli ultimi 100 anni la vita media si è allungata, quasi raddoppiata passando dai 47 anni di prima, agli attuali 80. Negli ultimi 40 il guadagno è stato di 10 anni, cioè 3 mesi ogni ano. Questo per le migliorate condizioni igieniche e ambientali, per la migliorata disponibilità di alimenti,per le cifre mediche e chirurgiche,per la quasi scomparsa dei lavori logoranti. L’età massima cresce al ritmo di un anno ogni decenni e quella finora raggiunta e documentata è di 126 anni e 3 mesi, di J. Calment,una francese.
Esempi di longevità ce ne sono stati anche anche in passato,ma oggi sono sempfe più frequenti con differenze tra i vari paesi dovute all’ambiente in cui si vive. E’ più facile per chi usa un’alimentazione base di pesce ricco di Omega 3 e 6 capace di prevenire le malattie degenerative. L’allungamento della vita media e la sempre maggiore presenza di ultra 80enni, non si è accompagnata però a migliorare la qualità della vita. Non si è arrestato ilpfrocesso dell’invecchiamento se ne conosce però la causa che si giustifica con l’aumento dei radicali liberi, molecole di ossigeno elettricamente cariche, prodotte dalla ossidazione incompleta del glucosio. Non si è riusciti ancora a eliminarli. La loro presenza è continua, espressione di un processo metabolico capace di produrre energia, ma lesiva sui mitocondri fino a provocare il progressivo indebolimento muscolare che accompagna l’invecchiamento sulla membrana cellulare fino a provocare diabete, Alzheimer e Parkinson, sull’ossidazione dei grassi con formazione di placche endoteliali nelle arterie, sul DNA, fino a provocare mutazioni capaci di generare il cancro.
L’organismo si difende,produce spontaneamente e continuamente antiossidanti, ma non sempre l’effetto è completo. Introduce vitamine A ed E con la verdura e la frutta, beve tè verde, mira al peso ideale, pratica esercizio, evita tabacco, alcool e droghe. Usa Melatonina e altri farmaci specifici,ma rimane ancora a quanto riferito nella leggenda di Titone: Titone principe troiano, bellissimo e giovane, ha fatto invaghire di sé Eos, dea dell’aurora, ch per averlo sempre con sé chiese ed ottenne da Giove il dono della sua immortalità. Titone immortale, rimase soggetto all’invecchiamento e invecchiando è diventati poco attraente, tanto che Eos l’ha ripudiato. Con la vecchiaia Titone ha sofferto dei mali della vecchiaia!
Nei secoli, non è migliorato il patrimonio genetico la vecchiaia resta ancora “male sommo”, la “madre di tutte le malattie”. Perché – dice Leopardi – priva l’uomo di tutti i piaceri lasciandogli gli appetiti.
L’uomo dell’ultimo secolo con la tecnica del DNA ricombinante, con l’ingegneria genetica ha dato una svolta alla farmacologia, ha fatto sviluppare le aziende biotech ad altissima qualità tecnologica che aiutano alla manipolazione dei geni. E’ riuscito ad individuare errori genetici base di patologie, ha costruito la mappa genica individuale e con la genomica mira ad agire sul DNA, intanto per curare le malattie, per fare prevenzione, aumentare i poteri di difesa, rallentare l’iter delle malattie stesse. E’ anche riuscito a trapiantare gli organi, a usare le cellule staminali per produrre o aiutare la riproduzione di tessuti o interi organi. Ha clonato la pecora Dolly, ha realizzato quanto prima era prura fantascienza. Non è riuscito però a vincere la vecchiaia!
Sono tuttavia tanti risultati positivi frutto di sperimentazioni non sempre eticamente accettate e le prospettive future sono edificanti e ambite. . Lavorando sui geni è possibile correggere i difetti del DNA e curare le malattie geneticamente motivate. Si prospettano ampie possibilità nella cura di alcuni tumori. A fronte di queste innovazioni, l’uomo subisce l’affronto dei danni dell’ambiente in cui vive e che egli stesso, direttamente o indirettamente, ha procurato. Ha cambiato le sue abitudini di vita, ha abusato con l’alimentazione, la sedentarietà, diventando vittima del sistema che lo rende “uomo modificato”. L’obesità è lo spettro delle popolazioni industrializzate e con essa aumentano le malattie cardio-vascolari e i tumori. Ha dato più anni alla vita, ma non è riuscito a dar migliore qualità di vita.
Dove porterà tutto questo? Certamente ad un uomo metabolicamente compromesso. Longevo ma non preparato a questa aspettativa di vita. L’invecchiamento della popolazione inciderà fortemente sul piano demografico e socio-economico.
L’accanirsi sulle nuove tecnologie per consolidare il benessere e promuovere qualità di vita, dice Giuseppe Ruggeri porterà al rischio di rendere l’uomo non più “protagonista”,ma “oggetto” del progresso di cui egli stesso è artefice. A fargli perdere dignità e sminuirlo nel suo valore.
L’uomo non è semplice agglomerato di materia e spirito. E’ il pilastro su cui poggia l’evoluzione,la chiave di lettura dell’universo che lo porta al’indiscusso compito di riassumere in sé tutto il peso delle culture che nei secoli lo hanno spinto a migliorarsi, ad acquistare una identità capace di farlo distinguere dal resto del creato, Forse non deve spingere troppo, non deve andar oltre i limiti della sua dimensione, dell’etica non solo nel senso cattolico. Pindaro ha detto: “non desiderare, anima mia, la vita degli immortali, ma godi a fondo i beni alla tua portata”.
Se l’uomo moderno non lo farà, ripetendo le parole di Dario Fo “un mattino si sveglierà e non funzionerà più niente, all’improvviso il denaro non servirà più a niente e a salvarlo saranno i pària di sempre, quelli che non hanno conosciuto il progresso, insomma i primitivi.
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